Rifiuti&Sicurezza

Il radon e l’inquinamento indoor

Il Radon (simbolo Rn) è un elemento chimico appartenente al VIII° Gruppo della Tavola Periodica degli Elementi (detto anche “gruppo dei gas nobili”); allo stato naturale si presenta come un gas inerte, inodore, incolore e radioattivo. Come molti altri elementi chimici il Radon può esistere sotto forma di vari isotopi (cioè atomi aventi lo stesso numero atomico ma differente numero di massa), e più precisamente: 219Rn, 220Rn e 222Rn. Ognuno di questi isotopi radioattivi deriva a sua volta dal decadimento radioattivo di isotopi radioattivi di altri elementi chimici, vale a dire il Torio-232 (232Th), l’Uranio-235 (235U) e l’Uranio-238 (238U). L’Uranio 238 si trova nelle rocce del sottosuolo ed è il nuclide responsabile della produzione del Radon-222 (222Rn), che rappresenta l’isotopo del radon di maggiore rilevanza ai fini del rischio per la salute dell’uomo. Questo isotopo del Radon di per sè non rappresenterebbe un grosso rischio per la salute umana, dato che il suo tempo di dimezzamento (definito come il tempo necessario affinchè si consumi la metà dei nuclei radioattivi) è di appena 3,8 giorni; il problema è rappresentato dal fatto che anche il Radon si disintegra radioattivamente, dando luogo ad altri isotopi radioattivi come il Polonio-218, che a sua volta decade radioattivamente formando isotopi del Piombo e del Bismuto. Questi isotopi, a differenza del Radon, hanno dei tempi di dimezzamento dell’ordine di alcuni mesi (214Pb e 214Bi) e anche di anni (210Pb); inoltre, essendo solidi possono aderire alle particelle di polvere disperse nell’aria e penetrare nei polmoni, e qui decadere ulteriormente tramite emissione di radiazioni ionizzanti di tipo α e β, le quali possono danneggiare il DNA cellulare o provocare il cancro. L’EPA statunitense ha condotto diversi studi in questi anni in merito all’inquinamento indoor dovuto al Radon, e ha stimato che questo gas sia responsabile di 21000 decessi all’anno per cancro ai polmoni; la maggior parte di questi decessi è associata al fumo di sigarette, dato che il Radon e quest’ultimo hanno effetti sinergici. L’ente americano ha inoltre stabilito il limite massimo di radioattività per il Radon consentito nelle civili abitazioni nella misura di 4pCi/L  (4picoCurie per litro, ove 1 Curie= 3,7 × 1010 disintegrazioni al secondo, e 1pCi = 10-12 Ci). In Italia, in assenza di disposizioni legislative specifiche in materia (attualmente in vigore il D.Lgs. 241/00 che disciplina la protezione dai rischi delle radiazioni ionizzanti) il Ministero della Salute ha provveduto a redigere un Piano Nazionale per il Radon (PNR) nel 2002, nel quale sono previste azioni di monitoraggio e di bonifica per gli edifici esistenti, progettuali per i nuovi fabbricati e di informazione per i cittadini. Per le misurazioni della concentrazione del Radon nelle abitazioni è opportuno sempre rivolgersi al personale tecnico degli enti preposti (ARPA), così come per la messa in atto di soluzioni tecniche per il monitoraggio e/o la mitigazione della concentrazione di questo gas per gli edifici di nuova costruzione.

Fonti:

  • ISPESL  “Il radon in Italia: guida per il cittadino”  Quaderni per la salute e la sicurezza, 2007
  • EPA  “A citizen’s guide to radon” , 2012
  • Baird, Cann  “Chimica ambientale”  Zanichelli 2013
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